Che cos'è la Via del Sale
Con Via del Sale si indica il tratto di costa che collega Marsala a Trapani lungo la strada provinciale che costeggia la laguna, una trentina di chilometri in tutto. Il percorso attraversa uno dei paesaggi più insoliti della Sicilia: da un lato il mare basso dello Stagnone, dall'altro un mosaico di vasche, argini, canali e mulini a vento.
Non è un itinerario impegnativo e si può percorrere in auto in meno di un'ora, ma prendersela comoda è il senso stesso della gita. Le soste panoramiche si susseguono e la luce cambia di continuo: lo stesso tratto visto al mattino e al tramonto sembra un posto diverso.
Le saline dello Stagnone
La parte meridionale del percorso, a nord di Marsala, attraversa le saline che rientrano nel perimetro della Riserva naturale orientata Isole dello Stagnone, istituita nel 1984. Qui il sale si raccoglie ancora con metodi tradizionali, facendo passare l'acqua della laguna attraverso vasche a livelli successivi e affidandosi alla sola azione del sole e del vento.
In contrada Ettore Infersa si trova uno dei complessi più noti, con un mulino a vento di origine cinquecentesca affiancato all'antica casa salinara. È anche il punto da cui partono le imbarcazioni per l'isola di Mozia, il che rende facile abbinare le due visite nella stessa mattinata.
I mulini a vento e come funziona una salina
I mulini che punteggiano il paesaggio non sono decorativi: servivano a sollevare l'acqua da una vasca all'altra e a macinare il sale raccolto, sfruttando il vento che in questa fascia di costa non manca quasi mai. Alcuni sono stati restaurati e conservano il meccanismo interno, con l'albero, gli ingranaggi in legno e le macine.
Il ciclo di una salina è lento e regolare. L'acqua marina entra nelle vasche più grandi e viene fatta scorrere verso bacini sempre più piccoli, dove l'evaporazione ne aumenta progressivamente la concentrazione finché il sale non cristallizza. A quel punto viene raccolto a mano, ammassato in cumuli e protetto con file di tegole in attesa della lavorazione.
Nubia e la riserva di Trapani e Paceco
Avvicinandosi a Trapani si entra nella Riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco, istituita nel 1995 e affidata in gestione al WWF Italia: circa mille ettari di vasche, argini e canali che sono anche un habitat di grande valore. La frazione di Nubia è la porta d'ingresso dell'area protetta.
Qui, dentro una vecchia casa salinara, il museo del sale racconta le fasi della lavorazione con gli attrezzi originali. Le saline sono inoltre uno dei punti migliori della Sicilia per il birdwatching: nelle vasche sostano fenicotteri, cavalieri d'Italia, avocette e numerose specie migratrici che usano questa costa come tappa lungo la rotta tra Europa e Africa.
Quando percorrerla
Il momento più fotografato è il tramonto, quando il sole cala dietro le isole dello Stagnone e le vasche riflettono il cielo. Le tonalità rosate che compaiono in alcune vasche non sono un effetto della luce ma dipendono dai microrganismi che proliferano nelle acque a forte concentrazione salina.
Dal punto di vista del lavoro, l'estate è la stagione della raccolta e il paesaggio si riempie di cumuli bianchi. In primavera e in autunno il richiamo è ornitologico, con i passaggi migratori. L'inverno regala luci limpide e nessuna folla, ma le strutture visitabili possono avere aperture ridotte: gli orari vanno sempre verificati sui canali ufficiali.
Consigli pratici
L'itinerario si presta bene anche alla bicicletta, perché il terreno è pianeggiante, ma va considerato che la strada è stretta, trafficata nei mesi estivi e quasi priva di ombra. Acqua, cappello e occhiali da sole servono in ogni stagione, e negli argini tra le vasche conviene calzare scarpe chiuse.
Alcune saline propongono visite guidate ai bacini e ai mulini, in certi casi con la possibilità di entrare in vasca con calzari appositi. Sono attività gestite dalle singole aziende e dagli enti che curano le riserve: modalità, giorni e prenotazioni vanno concordati direttamente con loro.
Due case sulla laguna dello Stagnone — Kite Sicily Stays
Kitehouse Emma e Kite Village Solaris, a 2 minuti d'auto l'una dall'altra a Marsala: fino a dodici ospiti in tutto, con accesso gratuito alla scuola di kitesurf ProKite Alby Rondina.